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Nel
1990 la Biblioteca acquista un esemplare del Codex Purpureus
Rossanensis pubblicato dalla casa Editrice Salerno rilegato in
pelle e legno, conforme all'originale. Si tratta di uno dei manoscritti
biblici più antichi particolarmente prezioso per le sue
miniature la pergamena dorata e la scrittura in oro e argento, gioiello
dell'arte figurativa bizantina del VI secolo - Tiratura di 750
esemplari.
Nome Purpureus Rossanensis
Testo Matteo, Marco
Datazione 550
Scrittura greca
Ritrovamento 1879, Rossano
Conservazione Museo diocesano di Rossano
Dimensione 188 folii; 31 x 26 cm; 20 linee; 2 colonne
Tipo testuale bizantino
Categoria V |
| Il
Codex Purpureus Rossanensis è un manoscritto onciale greco
del VI secolo, conservato nel Museo diocesano di Rossano e contenente
una copia dei vangeli secondo Matteo e secondo Marco. Deve il nome
"Purpureus" al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino
purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei
più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento
conservatisi. |
Fu
ritrovato nel 1879 all'interno della sacrestia della Cattedrale di
Maria Santissima Achiropita di Rossano da Adolf von Harnack e
pubblicato subito dopo da Oscar von Gebhardt; è un evangeliario
in lingua greca del 550. È composto di 188 fogli di pergamena
(31x26 cm) contenenti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo
Marco (quest'ultimo con la lacuna 16,14-20), oltre ad una lettera di
Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. In origine conteneva
tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima
miniatura che contiene i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto
dalla presenza delle concordanze eusebiane, e pertanto doveva contare
circa 400 fogli.
Il manoscritto riporta testi vergati in oro ed argento ed è
impreziosito da 15 miniature che illustrano i momenti più
significativi della vita e della predicazione di Gesù. Il testo
è scritto in eleganti caratteri onciali su due colonne. |
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